CARTE D’IDENTITÀ ELETTRONICHE: 350MILA CHIP DIFETTOSI E GRAVI DISAGI, CHIEDIAMO GARANZIE PER I CITTADINI

È un pasticcio che dimostra tutta la farraginosità della nostra Pubblica Amministrazione e che potrebbe avere conseguenze gravi, quello che sta emergendo proprio in queste ore relativamente alle carte di identità elettroniche. Alle procedure caotiche, ai blocchi informatici e ai tempi di attesa biblici che si registrano nella maggior parte dei Comuni italiani che le stanno realizzando, si aggiungono ora centinaia di migliaia di carte difettose.

A causa di un errore del Poligrafico dello Stato circa 350mila cittadini sono in possesso di altrettanti documenti con chip illeggibili, sui quali non sono stati effettuati i necessari test preliminari. Una svista, se così si può chiamare, a dir poco macroscopica e di cui è facile immaginare le possibili ripercussioni, soprattutto per chi viaggia, a maggior ragione a ridosso della stagione estiva.
In accordo con le amministrazioni coinvolte, verranno elaborate le liste delle carte difettose, che potranno comunque essere utilizzate: ciò dovrebbe evitare che i cittadini riscontrino problemi per recarsi all’estero tuttavia, come dimostra questa stessa vicenda, tra la teoria e la pratica la differenza è notevole e al momento non sembrano esserci garanzie concrete. Al riguardo c’è il rischio concreto di aggiungere un ulteriore elemento di confusione ad un quadro già intricato: in sostanza, la toppa potrebbe rivelarsi peggiore dello strappo. Sono inoltre inadeguate le tempistiche stimate per le sostituzioni, che avverranno nei prossimi 12 mesi. 

Oltre ai disagi per i cittadini, occorre inoltre considerare i costi per la Pubblica Amministrazione, poiché un errore di questo tipo rappresenta anche un grave danno erariale. A tale proposito, visto che sono state smentite le stime pubblicate dai media, sarebbe corretto e trasparente comunicare ufficialmente quali saranno i costi delle operazioni di sostituzione.

Come se non bastasse, poi, sembra essersi verificato un gravissimo insabbiamento della notizia: stando a quanto si apprende, il problema è emerso già tre mesi fa ma nessuno si è degnato di darne notizia all’opinione pubblica.

E’ evidente che si tratta di una situazione inaccettabile, sia per gli errori commessi che per le pesanti omissioni, e come Federconsumatori chiediamo immediate garanzie e risposte certe per i cittadini.