PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE, ANCHE WIND NEL MIRINO DELL'AGCM

Nel mese di settembre 2016, la società telefonica Wind S.p.A. ha modificato il periodo di rinnovo da 30 a 28 giorni, con l'addebito dei relativi costi ogni 8 settimane anzichè ogni 60 giorni. In particolare modo per gli abbonati con prodotti in rateizzazione come telefoni, tablet, mobile wi-fi o modem era previsto, a carico di coloro che avessero esercitato i diritto di recesso l'addebito in un unica soluzione del saldo delle rate residue.

È stata considerata scorretta anche la condotta consistente nell’aver modificato unilateralmente il periodo di rinnovo anche per le opzioni a durata minima (24 o 30 mesi),
richiedendo a coloro che optavano per il recesso il pagamento del corrispettivo previsto per il recupero del costo del modem (pari a 40 euro) e/o dell’apparato denominato “Google Chromecast” (pari a 34,90 euro).

Comunicando nel mese di luglio 2016, sulla bolletta e sul proprio sito www.infostrada.it, testuali parole: “a seguito dell’evoluzione di mercato e per esigenze di armonizzazione con altri servizi Wind, ai sensi e per gli effetti delle Condizioni Generali di Contratto, dal mese di settembre 2016 i canoni e i contenuti delle offerte in abbonamento Wind Infostrada si rinnoveranno ogni 4 settimane invece che mensilmente. Pertanto il conto telefonico sarà emesso ogni 8 settimane invece che bimestralmente. Per esigenze tecniche il primo conto telefonico potrà avere una durata inferiore. Le ricordiamo che, come previsto dall’art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, qualora non accetti la variazione sopra indicata, potrà esercitare il diritto di recesso dai servizi WIND Infostrada o passare ad altro operatore senza penali né costi di disattivazione entro il 31 agosto 2016, dandocene comunicazione con lettera raccomandata A.R. al seguente indirizzo: WIND Telecomunicazioni S.p.A. – Servizio Disdette – Casella Postale 14155 - Ufficio Postale Milano 65 - 20152 Milano. Qualora decida di recedere e alla linea interessata dalla presente proposta di modifica sia associato un contratto per l'acquisto rateizzato di un prodotto (telefono, Tablet, etc.) in corso di vigenza, le rate residue contrattualmente previste saranno addebitate in un'unica soluzione. Per ulteriori informazioni può contattare il servizio clienti al 155 oppure visitare l’area clienti www.infostrada.it (...)”.

Così facendo, la società Wind ha comportato un aggravio economico per tutti i clienti che non intendevano accettare tale modifica. Sulla base delle norme del Codice del Consumo (la Parte II, Titolo III, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del Consumo” e successive modificazioni, così come il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie”, adottato dall’Autorità con delibera del 1° aprile 2015), la pratica è stata ritenuta aggressiva in quanto ha limitato la libertà di scelta del consumatore e il conseguente esercizio del diritto di recesso. 

Per i motivi sopra descritti l’Antitrust ha irrogato a Wind una multa di 500.000 euro, per aver adottato pratiche commerciali scorrette.

Per consultare l'intero provvedimento è possibile visionarlo sul sito dell'AGCM Cliccando qui